
- Introduzione.
Il cv: strumento limitante ma ancora necessario. Impariamo a farne buon uso perché possa diventare nostro alleato.
Quante volte ci siamo chiesti se il curriculum ci rispecchi veramente? Quante altre avremmo voluto farci conoscere di persona per riuscire a trasmettere davvero le nostre potenzialità e/o conoscenze a dispetto delle esperienze indicate sul cv, che magari ci rappresentano in maniera frammentaria? Quanto a volte ci piacerebbe avvicinarci a settori merceologici diversi, ma la settorialità del nostro profilo professionale sembra limitarci le opportunità, mentre i nostri interessi professionali se correttamente veicolati potrebbero aprirci a nuovi orizzonti?
Se davvero il curriculum potesse essere superato da una descrizione professionale ben argomentata e contestualizzata, il candidato avrebbe la possibilità di svelarsi in maniera immediata e molte candidature, ad oggi cestinate, potrebbero trovare risposta.
Tuttavia, ad oggi il cv rimane l’unico iniziale strumento di presentazione che ogni candidato ha a disposizione ed è quindi il più potente mezzo di sponsorizzazione e di vendita di cui disponiamo.
Quello che conta perciò è farne buon uso e fare in modo che esso divenga il nostro miglior alleato, premettendoci di arrivare al selezionatore nella maniera più chiara e comprensibile possibile (difatti se un recruiter impiega troppo a comprenderlo, passa oltre).
In primo luogo il rischio maggiore da evitare è di utilizzarlo, facendolo diventare uno strumento limitante incapace di adattarsi con flessibilità alle sfaccettature che di volta in volta vogliamo valorizzare o al contrario oscurare del nostro percorso o profilo professionale. Dobbiamo quindi impegnarci ad usarlo in modo che possa divenire un canale di comunicazione efficace per trasmettere ciò che di noi riteniamo rilevante promuovere, tanto più in considerazione del fatto che il recruiter si riserva una manciata di minuti per la lettura di un cv.
Cerchiamo, pertanto, di capire quali sono gli accorgimenti utili da utilizzare per sfruttarlo al meglio.
- Paragrafo 1.
Accorgimenti utili per un cv performante: l’importanza della bio.
Una delle prime difficoltà che si possono incontrare quando si redige un cv è quella di non riuscire a giustificare esperienze brevi o frequenti cambi lavorativi, o a trasmettere allineamento ed interesse per posizioni che per job title non abbiamo ricoperto, ma che nei fatti abbiamo toccato con mano, o a esprimere la passione per settori diversi da quelli di nostra provenienza. In tutti questi casi, ma non solo, risulta decisivo l’inserimento di un sommario professionale, che altro non è che una breve bio da inserire in alto generalmente sotto o di fianco alla foto (eventualmente anche dopo i vostri dati se si trovano in questa parte del curriculum).
Il trafiletto about me deve essere accattivante; deve infatti avere non solo lo scopo di chiarire aspetti non immediatamente comprensibili del vostro background, ma deve prima di tutto incuriosire il lettore. Quindi vi suggerisco di sponsorizzarvi con un paio di soft skill rappresentative del vostro profilo, unitamente alla descrizione di quelli che sono i vostri interessi professionali: tipologia di azienda ed eventuale percorso di crescita cui ambite o in generale gli obbietti che vi state proponendo, e ancora passione per la posizione per la quale vi state candidando e per lo specifico settore di riferimento.
In questo caso tornano utili tutti i consigli esplicitati e suggeriti per sostenere il colloquio individuale; quindi come in quella sede dovrete cercare di motivare i vostri interessi o di portare esempi a sostegno delle vostre competenze, anche nell’elaborazione del curriculum sforzatevi sempre di supportare quanto dichiarate con esempi che lo testimonino, anche se in questo caso lo farete in maniera più sintetica (ad esempio “ho coltivato questa passione trasversalmente anche attraverso i miei hobby o attività di volontariato quali…”, oppure “mi sono da sempre cimentato in progetti…”).
Potete scegliere se inserire questa parte all’inizio o alla fine del sommario, purché vi dedichiate comunque ad un breve descrizione del vostro percorso professionale e/o accademico (“ho maturato un’esperienza decennale nel ruolo di…, che mi ha permesso di…,” oppure “dopo aver ricoperto per 4 anni posizioni in qualità di…, più di recente ho abbracciato…”).
Chiaramente mettete l’accento su quello che vi interessa valorizzare; in altri termini, se la bio deve venirvi in aiuto per giustificare passaggi non chiari del vostro percorso o deve supportarvi nel tentativo di dare un impronta diversa al vostro cv, per cercare di direzionarlo in modo da abbracciare settori o ruoli differenti, allora abbiate l’accortezza di sfruttare la bio con un pizzico di furbizia, e evidenziate ciò che ritenete opportuno mettere in luce. Immaginate di dire al lettore: “prima di leggere il cv, ascoltami 10 secondi, voglio spiegarti chi sono in modo da aiutarti a comprendere meglio tutto quello che troverai scritto all’interno del curriculum!”
Altro accorgimento da tenere a mente è che, ancor prima di altri dettagli, è proprio l’about me che può essere modificato e adattato di volta in volta a seconda della posizione, dell’azienda o del settore per i quali state proponendo la vostra candidatura; utilizzare infatti un curriculum identico per le tutte le candidature non può risultare efficace.
E se nulla vieta di creare di creare due cv diversi, l’uno per i medesimi ruoli già ricoperti in passato, e altro per posizioni parzialmente diverse o per posizioni identiche ma in settori differenti, è anche vero che a volte può risultare dispendiosa la creazione di un nuovo curriculum, quando invece piccole modifiche possono renderlo comunque adatto a vari usi che se ne vogliano fare.
Quindi, partendo proprio dalla bio, ecco quello che possiamo fare se il settore o il ruolo per il quale ci stiamo candidando è diverso anche solo in parte rispetto a quello di nostra provenienza e/o si ha la consapevolezza che la specificità del nuovo settore richieda ulteriori competenze tecniche rispetto a quelle che già possediamo.
Cerchiamo di valorizzarci, evidenziando trasversalità e versatilità professionale che abbiamo acquisito grazie ad esempio al contatto con settori diversificati, contesti di diverse dimensioni, team variegati, e rincariamo la dose sottolineando sempre flessibilità e capacità di adattamento, oltre che disponibilità all’apprendimento e voglia di metterci in gioco.
- Paragrafo 2.
Come adattare il cv a ruoli o settori diversi da quelli del nostro background.
Al di là del sommario introduttivo, anche la sezione delle esperienze e della formazione sono quelle che necessitano maggiormente di esser adattate di volta in volta a seconda del ruolo o del settore.
Mettiamo il caso che il nostro indirizzo accademico tenda a limitare eccessivamente gli sbocchi professionali e ad aprirci le porte solo a settori di nicchia; in questo caso andremo ad inserire la formazione in fondo al curriculum, ed eviteremo di dare enfasi alle decine di corsi di formazione/webinar o di tirocini inerenti a quello specifico settore (discorso diverso se ci candidiamo per un ruolo per il quale la nostra formazione accademica rappresenta un valore aggiunto).
Ricordate sempre che se è vero che non è lecito mentire, abbiamo invece la facoltà di omettere quello che non riteniamo significativo valorizzare in vista del fine che ci stiamo proponendo di ottenere, quindi eliminiamo corsi formativi o non attinenti.
Parimenti, se le esperienze maturate sembrano vincolarci ad un settore di riferimento, con conseguente conoscenza parziale dei prodotti, servizi, macchinari, impianti tipici di altri contesti settoriali, il consiglio è quello di slegare il più possibile il curriculum dal segmento che ci caratterizza, da un lato evitando parole chiave o job title identificative di quel macrosettore, dall’altro descrivendo le mansioni in maniera assolutamente generica.
Mi spiego meglio: se sei ad esempio un/a Fashion Designer, ma il settore moda non ti sta offrendo continuità contrattuale, o sei semplicemente interessato/a ad esplorare al altri mondi, sicuramente non ti gioverà descrivere minuziosamente tutto quello che fa un Fashion Designer, concentrandoti su dettagli delle mansioni specifici di quel settore, o utilizzando in maniera ridondante tecnicismi che richiamano il mondo tessile e dell’abbigliamento; piuttosto individua le mansioni che identificano universalmente l’attività di un Grafic Designer e che rappresentano quello che questo professionista fa a prescindere dal settore di riferimento (studio del brief, ricerca del materiale, sviluppo del concept e così discorrendo).
Sarebbe ottimale che non riduceste il tutto ad un mero elenco, ma sviluppaste il mansionario con riferimenti relativi a soggetti, team, clienti con i quali avete interagito, con dettagli inerenti la gestione di progetti, scadenze o priorità, o incarichi particolari ricoperti; cercate quindi di rendere la descrizione delle mansioni meno impersonale, e di far percepire il contributo attivo del vostro ruolo.
E se non aveste ancora maturato esperienza?
In questo caso valorizzate la vostra formazione comprensiva di possibili corsi complementari e date enfasi a quelle materie/discipline che permettono di individuarvi come il candidato junior potenzialmente ideale quanto meno per ciò che concerne la conoscenza di quella specifica area tecnica.
Al contempo se avete svolto attività professionali non contrattualizzate o stagionali, stage anche solo curriculari o esperienze di alternanza-scuola, o ancora attività di volontariato, tutoraggio o simili che vi hanno permesso di acquisire una qualsiasi competenza nell’area in cui ambite specializzarvi, non abbiate dubbi nel dare loro l’opportuna rilevanza all’interno del cv.
- Paragrafo 3.
Quali skill valorizzare all’interno del cv.
Dovreste aver così concluso la parte centrale del vostro curriculum, fatta di sommario, formazione ed esperienze. Rimangono da approfondire le skill.
Potete scegliere di inserire le hard skill, specie laddove nella parte relativa alle esperienze professionali vi siate dedicati alla descrizione delle mansioni, senza valorizzare quelle conoscenze tecniche specifiche della posizione. Volendo sempre esemplificare, un Payroll addetto all’elaborazione delle buste paga, potrà citare, come sue peculiari hard skill, conoscenza di specifici CCNL, capacità di gestione fino a 400 cedolini, aggiornamenti normativi.
Una volta terminato di descrivere le mansioni, non bisogna quindi cadere nella semplificazione di menzionare quali competenze tecniche le sole conoscenze digitali; se infatti l’utilizzo di software specifici rappresenta un plus, sicuramente non trascurare ulteriori skill tecniche vi aiuterà ad arricchire il vostro background professionale, sia che decidiate di inserire quest’ultime nella parte delle esperienze, sia che sceglierete di valorizzarle insieme alle competenze informatiche, creando un paragrafo ad hoc intitolato hard skills.
Specificatamente alle competenze digitali, ricordatevi che alle volte l’utilizzo di alcuni software può fare la differenza, specie se non particolarmente diffusi; quindi sebbene l’annuncio possa dimostrarsi aperto nella valutazione di profili che hanno competenza nell’utilizzo di programmi similari, citare la conoscenza di uno specifico software, anche laddove si sia avuta la possibilità di utilizzarlo in maniera sporadica o addirittura solo l’occasione di vederlo, senza utilizzarlo nel concreto, potrebbe fare in prima battuta la differenza; sarete poi voi a contestualizzare in sede di colloquio il livello di conoscenza dello stesso, unitamente alla vostra capacità di apprendimento.
Come per le hard, anche per le soft skill, può essere strategicamente attrattivo l’inserimento di una sezione, magari laterale, dedicata alle competenze trasversali, specie laddove non le abbiate valorizzate all’interno della vostra bio introduttiva.
Rispetto a queste ultime, un accorgimento si rende essenziale: inserite all’interno del cv solo quelle soft skills che risultano allineate con la posizione per la quale vi candidate, e che risultano quindi adatte a valorizzare il vostro profilo professionale in vista del ruolo per il quale vi proponete.
Quindi ancora una volta, volendo esemplificare, attention to detail, creativity, open-mindedness vanno bene per un grafico, ma non sono abilità che in un’ottima strategica di “vendita” andremo a valorizzeremo per un contabile.
Peraltro, è sempre importante tenere a mente che studiare la job description di un annuncio può rivelarsi essenziale per mettere in risalto proprio quelle competenze trasversali che, pur maturate in ambiti diversi, rimangono comunque spendibili professionalmente e potrebbero risultare in linea con ciò che l’azienda sta ricercando nel candidato.
- Conclusioni.
La riuscita finale di un cv efficace dipende chiaramente dal tempo e dall’impegno che investirai nella redazione dello stesso; nulla ti vieta di farti supportare da un consulente di carriera per capire quale impronta dare al tuo curriculum e per trovare la giusta rassicurazione che ti permette di muoverti con disinvoltura nella ricerca del lavoro.
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