Segnali del cambiamento: quando seguirli

Se tutti lo fanno non vuol dire che sia giusto: regola da seguire per prendere le distanze da feedback non costruttivi.

Il tema del cambiamento lavorativo è un argomento delicato e personalmente mi sta molto a cuore.
Sì perché l’aspetto professionale, e l’autorealizzazione che ne consegue, è parte integrante della nostra vita e fondamentale per sentirci appagati.
L’influenza della cerchia di chi ci vive intorno gioca un forte peso; se per chi consideriamo un punto di riferimento nella nostra vita è insensato desiderare cambiare percorso o addirittura lasciarlo, qualora non si abbia prima un progetto definito nei minimi dettagli, allora quasi sicuramente lo sarà anche per noi, salvo che non ci si sforzi di mutare il nostro approccio mentale (per approfondimenti sul concetto di gruppo dei pari “E allora fallo ca***o – Noor Hibbert”).
Chiaramente chi ci restituisce feedback di questo tipo non lo fa per cattiva intenzione, ma anzi mira a proteggerci, cercando di metterci al sicuro da quel rischio di insuccesso che lui/lei stesso teme; quindi non fa altro che riversare su di noi le sue paure o insicurezze, che però possono finire per frenarci.
E’ per questo che dobbiamo imparare a prenderne le distanze, come insegna Schopenhauer.
Per il filosofo ogni verità attraversa inevitabilmente tre fasi: inizialmente viene ridicolizzata, poi affronta una forte opposizione e, infine, viene accettata come evidente. In questo processo, le critiche, la derisione e l’incredulità che accompagnano le nuove idee e con cui vengono esternati i feedback non devono scoraggiare, ma piuttosto rafforzare chi le sostiene. Anzi è proprio da questi che dobbiamo trarre forza per crearci una sorta di “callo” protettivo, che ci aiuti ad andare avanti e a fare in modo che alla fine la verità venga accettata.
Se così non fosse, ci ostineremmo a rimanere legati a situazioni che sentiamo frustranti.

Sicuramente prima di un cambiamento si rende necessaria una fase iniziale di sperimentazione, durante la quale mettiamo alla prova la nostra tenacia e testiamo il nostro livello di sopportazione.
Diversamente saremmo avventati e incauti, se non soppesassimo anche i possibili benefici, ai quali rinunceremmo mettendo in atto un cambiamento.
Quindi se un pò di razionalità e cautela non guastano, visto che le scelte prese di getto non sempre si rivelano quelle giuste, è anche vero che coraggio e fiducia nelle proprie potenzialità sono fondamentali per non rimanere immobilizzati e non sprecare opportunità che diversamente non si avrebbe la possibilità di cogliere.
Quindi soppesare sì, ma non lasciarsi bloccare dalla paura del cambiamento, altrimenti si rischia di rimanere intrappolati in situazioni stagnanti.


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