
Le soft skill e le loro macrocategorie.
Oggigiorno si sente parlare sempre più spesso di soft skill con riferimento al mondo del lavoro.
Se è pacifico cosa si intenda per soft skill, sempre maggiori sono invece gli sforzi richiesti per sviluppare skill in linea con i cambiamenti che il mercato del lavoro sta vivendo e con i nuovi scenari che si stanno delineando.
Partiamo con il chiarire il significato di soft skill; con queste ultime si intendono tutte quelle competenze trasversali, ossia quelle qualità e abilità, che ci aiutano ad affrontare le sfide quotidiane e a vivere meglio.
Nel 1993 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel catalogare le LifeSkill le ha suddivise in 3 macro aree:
COGNITIVE (capacità di risoluzione dei problemi/problem solving, capacità di prendere decisioni/decision-making, pensiero critico, creatività);
EMOTIVE o EMOTIVE/PERSONALI (autoconsapevolezza, autogestione, senso di orientamento);
RELAZIONALI (capacità di relazione, comunicazione, empatia).
Le soft skill permettono di rispondere alle seguenti domande:
COGNITIVE -> come ragiono io?
EMOTIVE/PERSONALI -> come traduco in azione quello che penso? (da qui la definizione anche di realizzative)
RELAZIONALI: -> come mi rapporto con gli altri?
Discorso a parte è rappresentato dalla leadership che consente di rispondere alla domanda come agisco nel ruolo di leader.
Mentre tempo addietro si riteneva che solo le hard skill, le competenze tecniche, potessero essere implementate, oggi le rivoluzioni epocali che stiamo vivendo ci insegnano quanto sia inevitabile investire sullo sviluppo delle soft-skill.
In particolare l’avvento della Gen Z e dell’AI, insieme ad un mercato del lavoro sempre più competitivo, lanciano nuove sfide nello sviluppo di soft skill al passo con i tempi e richiedono nuovi sforzi per far emergere competenze trasversali richieste da job description e da valori aziendali.
Ma quali sono oggi le competenze trasversali che permettono di valorizzare il potenziale umano e che rendono le risorse umane non rimpiazzabili dalle macchine?
Se skill che riguardano competenze tecniche e analitiche sono facilmente surrogabili, quelle che invece sono espressione di abilità e capacità afferenti all’area cognitiva e relazionale rimarranno un tratto distintivo dell’essere umano.
Chiunque può sviluppare una mentalità di crescita e impegnarsi per sviluppare le proprie capacità e abilità.
Tuttavia, cambiare approccio non è mai facile, spesso ci sono pensieri negativi, che ci impediscono di agire, di rischiare, in quanto instillano in noi la convinzione di non essere abbastanza bravi.
Liberarsene è la carta vincente per il cambiamento.
Lascia un commento